Perché progetti di Architettura?

Non ho sempre fatto l’insegnante, anzi considero l’insegnamento come l’occasione per poter donare ai ragazzi d’oggi quello che ho appreso nel corso di una vita professionale abbastanza varia. Nella mia attività di architetto freelance, l’Arte e l’Immagine, le due macrocategorie del nome della materia che insegno, sono state sempre al centro delle mie attività lavorative. Sia che si tratti di comporre un cartellone pubblicitario, una pagina web, o che si tratti di progettare una particolare soluzione architettonica, sia essa di arredo o di edilizia, il “progetto” è alla base di ciò che poi diventerà espressione artistica o immagine, in altre parole “risultato“. Ho scoperto che posso insegnare ai ragazzi progettualità,  a piccole dosi nei tanti disegni che facciamo, o con un’overdose, forse un po’ forzata, quando chiedo loro di fare il lavoro dei veri e propri architetti. Ma i risultati sono davvero confortanti e pertanto il settore “progetti di architettura” avrà un seguito anche nei prossimi anni.
Quando andavo all’università di Architettura ho avuto modo di apprezzare in particolare quei professori che venivano dal mondo del lavoro e portavano la loro esperienza culturale fatta sul campo ai giovani studenti. Ovviamente insegnare architettura ai ragazzini delle medie è forse presto ma ci tengo ad insegnare loro il metodo progettuale che ho appreso lavorando per anni per conto di un illustre personaggio, un architetto americano di chiara fama: Emilio Ambasz. Organizzò nel 1972 la storica mostra “Italy: the new domestic landscape”, tenutasi a New York al Metropolitan Museum of Modern Art di cui era a suo tempo curatore ed ha insegnato a Princeton ed ad Ulma. Si è occupato per anni di design a Bologna (sua è la celebre sedia da ufficio “Vertebra”). Nel 1981 gli è stato conferito il Compasso d’oro. Con lui ho lavorato per svariati progetti immaginifici e davvero originali in Olanda ad Hilversum, per conto del Principato di Monaco per un ipotetico e fantasioso ampliamento ad uso residenziale della ben nota baia, in Bolivia a La Paz, ma anche in Italia come a Marina di Bellaria e Barletta allorquando la municipalità volle affidare all’architetto americano un’ipotesi di riqualificazione economico-produttiva della costa dalla foce dell’Ofanto alla città stessa. L’ultimo lavoro in ordine di tempo è il progetto per un grande resort a cinque stelle sulle montagne dello stato di New York a Catskill Park (Highmount).
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